ATTRAVERSO IL QUARTIERE MERCATO

DA PORTA NOLANA A PORTA DI MASSA

Descrizione:

Itinerario a cura di:

Antonio Caliendo, Rosalba Manzo, Carmine Maturo, Rachele Pennetta, Sabrina Vajano
Anna Bastione, Maria Corbi, Leonarda Farina, Angela Marmolino, Ilaria Pappa, Vittoria Rinaldi, Maria Settembre, Maria Paola Varricchio

Un percorso nella città “bassa” nei quartieri degli artigiani e dei mercanti, fino al mare, ove era l'antico molo della Immacolatella. Dalla porta aragonese e le sue torri si incontrano alcuni storici mercati cittadini, la piazza del Carmine con la sua chiesa e, attraversando l'antica piazza del Mercato con la teatrale esedra settecentesca, luogo di eventi rivoluzionari, di spettacoli tragici e gioiosi, si incontrano ancora antiche chiese, monumenti simbolo della storia, del folklore e della religiosità cittadina.

  • Sita nell’omonima piazza era una delle antiche porte d’accesso alla città costruita nel XV secolo. Sul portale un bassorilievo in marmo raffigura, a cavallo con armatura, Alfonso d’Aragona Duca di Calabria, futuro re col nome di Alfonso II. Giornalmente, dalle 8.00 alle 14.00, hanno luogo i mercati storici nell'area delle due torri a guardia dell'antica porta di entrata della città in un'atmosfera variopinta e divertente.

    Nella zona si erige la...

  • La stazione della società Bayard era il capolinea della ferrovia Napoli-Portici. La ferrovia più antica d'Italia fu inaugurata nell'ottobre del 1839, alla presenza del re Ferdinando II di Borbone. A doppio binario della lunghezza di 7,25 chilometri, trasportava 258 passeggeri su una locomotiva a vapore di costruzione inglese.

    Gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943 e dal terremoto, la stazione oggi è ridotta allo stato di rudere. A poca distanza, nei...

  • Una delle più popolari chiese napoletane è legata al culto di Santa Maria del Carmine. L'edificio fu fondato alla fine del Duecento in epoca angioina, poi ampiamente ristrutturato e arricchito. Al fianco della facciata spicca lo snello campanile, di fine Cinquecento, progettato dall’architetto domenicano Frà Giuseppe Nuvolo. L’interno a navata unica; in fondo si apre l'abside con la cappella della Vergine "Bruna". Lungo le pareti...

  • La piazza del Mercato, antistante alla chiesa del Carmine, era anche il luogo destinato alle esecuzioni capitali. Fu teatro di importanti avvenimenti storici: vi fu decapitato, nel 1268, l’ultimo pretendente svevo al trono di Napoli, Corradino; nel luglio 1647 vi ebbe inizio la ben nota rivolta popolare antispagnola capeggiata da Masaniello; lo stesso Masaniello, pochi giorni dopo, fu ucciso da congiurati proprio sulla soglia della chiesa del Carmine. La piazza è arricchita da...

  • La chiesa un particolare luogo di culto partenopeo ubicato al centro dell'esedra di piazza Mercato nel XIII secolo. La monumentale struttura, che ha perduto il rivestimento maiolicato della cupola e subito un incendio nel 1781, tramanda il nome di due cappelle distrutte durante il medesimo incendio: una dedicata a Santa Croce (dove fu decapitato Corradino di Svevia) e l'altra al Purgatorio. Il tempio, danneggiato dal terremoto del novembre 1980, rappresenta ancora un’importante...

  • Fu eretta negli ultimi decenni del Duecento, nell’ambito della grande ripresa dell’edilizia sacra voluta dalla nuova dinastia francese Angiò e dedicata al santo protettore degli orafi e maniscalchi, di culto francese. A maestranze francesi si deve il suggestivo portale cuspidato con sculture aggettanti. La Chiesa di Sant' Eligio Maggiore è una delle prime chiese angioine realizzate a Napoli e rappresenta uno degli esempi del gotico meridionale che più si...

  • E' una delle poche chiese che presenta ancora testimonianze dell'architettura romanica a Napoli, sembra essere l’unico esempio di edilizia religiosa in età normanna. La chiesa di san Giovanni a Mare è così denominata perché quando fu costruita il mare ne bagnava quasi le mura. La sua realizzazione si fa risalire al XII secolo e, annessa ad un baliaggio dell'ordine di San Giovanni di Gerusalemme, fu dedicata al Battezzatore. Durante...

  • Di origine altomedievale, fu donata dai duchi di Napoli Giovanni e Sergio (944) ai monaci benedettini. E' detta “in corte” poiché in origine era preceduta da un atrio. Nel corso dei secoli l'interno ha subito vari rifacimenti ed oggi lo si vede nella veste assunta in seguito al restauro del 1869. La chiesa conserva alcune tele di un certo interesse risalenti al XVIII secolo e attribuite a Pietro Bardellino e Jacopo Cestaro.

  • E’ una vasta zona di Napoli che si estende dal lato mare di via Marina fino a giungere a piazza Mercato e che raccoglie numerosi varchi laterali che immettono nel sottostante borgo sulla piana finale del pendino. Nonostante l’assetto urbano appaia confusionario, esso è testimonianza di una fitta rete urbana risalente al periodo angioino, che confluisce nel centro nevralgico del caratteristico e laborioso borgo. E' detto degli orefici per l’alta concentrazione di...

  • La chiesa di San Pietro Martire è una delle numerose chiese monumentali di Napoli ed è conosciuta con il nome di Cappella dell'Università Federico II di Napoli. La chiesa, dedicata all'omonimo santo, e il convento, furono voluti da Carlo II d'Angiò nel 1294. Molti sono stati gli interventi architettonici che hanno regalato al complesso l'attuale aspetto tardo settecentesco, caratterizzato ancora oggi con gusto roccocò l'interno...

  • In via Marina, all’altezza di via De Gasperi, è ubicata la chiesa di Santa Maria di Portosalvo “Fuori le mura” perché sita all’esterno della vecchia cinta muraria. Sede di un’antichissima confraternita di marinai, come si racconta attraverso una serie di lapidi sulla facciata, che ripercorrono le fasi della storia della chiesa, dalle origini ai vari restauri tra Settecento e Ottocento, fino alla sua consacrazione nel 1770. L’interno presenta...

  • L’antico molo della città nonché il primo volto della città per chi vi giungeva dal mare. Conserva il settecentesco edificio dell’Immacolatella, fatto erigere dal re Carlo di Borbone su progetto di Domenico Antonio Vaccaro.


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