ATTRAVERSO LA VIA DELLE MUSE

DA PIAZZA DANTE AL MUSEO ARCHEOLOGICO

Descrizione:

Itinerario a cura di:

Antonio Caliendo, Rosalba Manzo, Carmine Maturo, Rachele Pennetta, Sabrina Vajano
Anna Bastione, Maria Corbi, Leonarda Farina, Angela Marmolino, Ilaria Pappa, Vittoria Rinaldi, Maria Settembre, Maria Paola Varricchio

Attraverso il Foro Carolino, passando per Port'Alba, la via dei librai, il percorso è caratterizzato da uno dei più illustri Conservatori di Musica d’Italia, dalle botteghe di antiquariato di via Costantinopoli, dalla Gipsoteca dell'Accademia Belle Arti, e dal Museo Archeologico Nazionale uno dei più importanti musei di arte antica del mondo. 

  • Il Foro Carolino fu commissionato dal sovrano Carlo di Borbone all’architetto Luigi Vanvitelli come monumento celebrativo. I lavori durarono dal 1757 al 1765. Il risultato fu un grande emiciclo, con due caratteristiche ali ricurve, tangente le mura aragonesi. Il foro è stato oggi ribattezzato piazza Dante, infatti, al centro troneggia la statua celebrativa del Sommo Poeta.

  • Port'Alba una delle antiche porte d’accesso alla città prende il nome dal Vicerè spagnolo Antonio Álvarez de Toledo, Duca d’Alba che la fece erigere nel 1625. Oggi è famosa perché ingresso alla via dei librai.

  • La libreria Berisio è la più antica libreria di Port’Alba. Ambiente distinto e “antico”, con la sua stigliatura di noce incisa di fine 1800, di alto profilo, accoglie stranieri e italiani alla ricerca del testo prezioso. 

  • La chiesa fu eretta nel sec. XVII da una compagine istituita per riscattare i prigionieri “captivi” catturati dai Turchi; fu rifatta da Ferdinando Sanfelice nel 1706 e restaurata nel 1836. Presenta una delle poche, belle facciate con epigrafe rimaste in città a ricordo del viceré austriaco.

  • "Regio Conservatorio di Musica", oggi rappresenta il pilastro della musica napoletana. Come attesta la targa all'ingresso fu in origine il convento dei Padri Celestini di San Pietro a Majella e, per volere di Francesco I, fu destinato nel 1826 ad accogliere la gloriosa scuola napoletana, conservando le preziose testimonianze degli antichi conservatori poveri della città. 

  • Il museo conserva antichi e preziosi strumenti come l'arpetta di Stradivari, splendidi archi, molti dei quali costruiti nella prestigiosa scuola napoletana di liuteria, altri strumenti a fiato, plettri rilucenti di intarsi di madreperla; ancora strumenti a tastiera come il pregiato fortepiano, il cembalo di Caterina Seconda di Russia e i pianoforti di Mercadante e di Thalberg. Infine la preziosa quadreria con i ritratti dei celebri compositori della scuola napoletana.

  • Nel centro di piazza Bellini, a breve distanza dalla statua dedicata al compositore, un recinto ospita interessanti resti dell'antica cinta muraria cittadina in blocchi di tufo (IV sec. a.C.), limite occidentale della Napoli greco-romana.

  • E' una delle più monumentali strade della città sia per dimensioni che per la presenza di numerosi palazzi e conventi dell’età vicereale. Oggi è animata da negozi di antiquariato e da librerie antiquarie.

  • Un’ampia scala precede la facciata settecentesca dell’ex convento, ampliato con l’inglobamento del palazzo dei principi di Conca di cui è visibile ancora il paramento in pietra della facciata con portale quattrocentesco murato. Vi hanno sede alcuni dipartimenti dell’Università e la biblioteca umanistica (BRAU).

  • Fra i principali della prima metà del ‘600, anche per l’insolita impaginazione della facciata (forse di Fanzago), esaltazione araldica della famiglia e dei sovrani spagnoli (busti dei reali). 

  • L'accademia delle Belle Arti fu fondata da Carlo di Borbone nel 1752 con sede a San Carlo alle Mortelle, trasferita nel Regio Palazzo degli Studi, sede del Museo Borbonico ebbe l'attuale collocazione dopo l'Unità d'Italia dal 1864, andando ad occupare il complesso conventuale di San Giovanni delle Monache. La Galleria dell'Accademia accoglie i tributi dei grandi protagonisti della scuola pittorica nazionale ed internazionale soprattutto dell' 800 e del '900....

  • Il vecchio Teatro Bellini fu inaugurato nel novembre del 1864, e dopo soli 5 anni fu distrutto da un incendio che ne lasciò in piedi le sole mura esterne. Il nuovo Teatro Bellini si inaugurò il 6 febbraio del 1878. Nel 1986 Tato Russo ne fece la sede del suo teatro e della sua compagnia nell'intento di riportarlo agli antichi fasti, dando inizio ad una serie di fortunate stagioni teatrali.

  • La costruzione della chiesa, con un annesso monastero femminile, fu iniziata nel 1575, su un edificio preesistente, la costruzione fu poi ultimata soltanto nel 1586 e nei primi anni del XVII secolo andò assumendo la forma attuale grazie agli interventi dell'architetto fra' Nuvolo. 

  • Coperta in ferro e vetro e costruita da Nicola Briglia tra il 1876 e il 1883 a completamento del “quartiere Museo”. Sulla scorta dei "passages" parigini e degli "arcades" londinesi, fu proposta come un nuovo centro commerciale ma in tale veste non ebbe mai una sua vera vita. Oggi ospita uffici statali e privati. 

  • Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è erede diretto del Real Museo Borbonico, uno dei più antichi e grandi musei d’Europa, nato nella seconda metà del Settecento dalla volontà di Ferdinando di Borbone di unificare in un unico palazzo i due preesistenti musei reali: quello di Capodimonte, che ospitava le collezioni d’arte e di antichità formate nel corso di oltre due secoli dalla famiglia Farnese e il Museo Ercolanese di Portici, dedicato...

  • Progetto: Gae Aulenti 2002. Il progetto di Gae Aulenti ha riguardato anche la risistemazione urbanistica della piazza, nel rispetto dell’impianto settecentesco. Gli interni sono scanditi da geometrie modulari e ospitano le opere di protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Nell’atrio sono installate due tele di Carlo Alfano e Queste cose visibili di Joseph Kosuth, un brano del Convivio di Dante Alighieri, “scritto” con tubolari di neon bianco. La lunga...


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