ATTRAVERSO LE SCALE DI NAPOLI

Descrizione:

Itinerario a cura di:

Antonio Caliendo, Rosalba Manzo, Carmine Maturo, Rachele Pennetta, Sabrina Vajano
Anna Bastione, Maria Corbi, Leonarda Farina, Angela Marmolino, Ilaria Pappa, Vittoria Rinaldi, Maria Settembre, Maria Paola Varricchio

Definita la “città obliqua”, Napoli consta di oltre 200 scalinate e gradinate che congiungono le colline con il centro e la costa. Questi antichi percorsi pedonali sono nati per esigenze urbanistiche ed oggi sono considerati dei veri e propri capolavori. Attraversano quartieri cittadini, alla volta di monasteri e chiese ed offrono passeggiate dal panorama indimenticabile. Si segnalano la salita la Pedamentina, il Moiariello, le scale della Principessa Jolanda e il Petraio. A valorizzare le scale, percorsi pedonali naturali, è sorto un coordinamento di cittadini e associazioni: il Coordinamento Recupero Scale di Napoli con l’obiettivo di riqualificare le 200 scale cittadine, secondo il “Manifesto Recupero Scale” del quale è ideatore e promotore. Il coordinamento organizza iniziative informative, eventi e visite per promuovere la conoscenza, per stimolare la partecipazione di volontari e istituzioni nella cura delle scale dal punto di vista ambientale, culturale e turistico. www.scaledinapoli.com

  • Di tutte le strade pedonali che scendono dal Vomero verso il centro della città, la Pedamentina è probabilmente una delle più antiche. Dal largo San Martino, antistante all’omonima Certosa, oggi Museo, scende attraverso una serie di rampe e tornanti fino a Corso V. Emanuele, proseguendo idealmente nella discesa della Trinità delle Monache e nel tratto superiore della cosiddetta Spaccanapoli, offrendo una successione di scorci panoramici mozzafiato.

  • Largo San Martino si trova nel punto più alto della collina del Vomero e si presenta come un’ampia terrazza che affaccia direttamente sulla città e sul golfo, offrendo un panorama ineguagliabile della caratteristica organizzazione urbanistica della città antica, del Vesuvio e delle isole, uno dei più belli dell’intera regione.

  • La Certosa di San Martino fu costruita a partire dal 1325, secondo il modello delle fondazioni certosine: la sua primitiva veste gotica data dall’architetto e scultore senese Tino di Camaino, ebbe incisive trasformazioni nel corso del XVI secolo. Con l’occupazione dei francesi nel 1799 ebbe inizio il declino della Certosa, soppressa dal 1805. Nel 1866, per volontà di Giuseppe Fiorelli, fu dichiarata “Monumento Nazionale’” e Fiorelli fu promotore della...

  • La costruzione di Castel Sant'Elmo nell'attuale configurazione a pianta stellare, inizia nel 1537, per volere di Don Pedro de Toledo (viceré spagnolo) che trasformò l’antico palatium angioino in fortezza difensiva. Dal 1860, Castel Sant'Elmo è stato adibito a carcere militare ed è rimasto di demanio militare fino al 1976. Nel 1982 il complesso monumentale viene affidato al Ministero per i beni e le attività culturali, vengono recuperati...

  • il borgo prende il nome dalla Salita del Petraio o Gradini del Petraio sulla collina del Vomero. Il termine Petraio non indica una cava di pietre, ma il luogo dove le piogge alluvionali depositano i ciottoli; il tracciato della salita ricalca uno dei tanti alvei alluvionali del Vomero. La zona è raggiungibile con due funicolari: la Funicolare di Chiaia e la Funicolare Centrale. Le strade che portano al Petraio dal vomero sono indicate come “La...

  • Villa liberty a forma di piccolo castello squadrato in stile neorinascimentale. Scandito agli angoli da quattro torrette sporgenti e merlate, motivo per cui Scarpetta disse: <<pare nu cumò sotto e 'ncoppa!>> (sembra un comò sottosopra). Sulla facciata Scarpetta fece scrivere: <<qui rido io>>, volendo intendere che, se il suo pubblico rideva a teatro alle battute delle sue commedie, in quel luogo di delizie era lui a godersi la vita. La villa prende il...

  • Ex-atrio della stazione Petraio della Funicolare Centrale, impianto a fune fra i più antichi d’Europa. Attualmente è un nuovo spazio dedicato alle arti: movimento, teatro, musica e socializzazione. 

  • Aperto tra il 1853 e il 1860 con il nome di Corso Maria Teresa, percorre sinuosamente la collina del Vomero, da Piedigrotta a piazza Mazzini e, con il proseguimento di via Salvator Rosa, forma una grande circonvallazione a monte, costituendo una magnifica terrazza aperta sulla città e sul mare.

  • Le Scale Filangieri risalgono alla fine dell’Ottocento. Dovevano costituire la struttura di un nuovo rione mai realizzato, il Filangieri, che sarebbe dovuto sorgere nella zona di Montesanto. Nel 1932 fecero da cornice alle ultime scene de La tavola dei poveri, un film diretto da Alessandro Blasetti in cui Raffaele Viviani era protagonista. Vittorio De Sica le utilizzò come scenografia per alcune sequenze del Giudizio universale

  • Il quartiere è caratterizzato da un piccolo e brulicante mercato giornaliero dove si può trovare di tutto: dal pesce fresco al pane, alla frutta, dai vestiti alle coperte alle scarpe, tutto a prezzi molto bassi. L’incontenibile caos, le imbattibili grida dei commercianti per attirare il pubblico, la scenografia di negozi, bancarelle e balconi fioriti ne fanno un luogo unico e ricco di folclore. È, inoltre, stazione di arrivo della Cumana di Montesanto, della...

  • Fondata nel 1411, fu tra le chiese favorite dalla corte aragonese. Trasformata da Gennaro Sacco alla metà del XVII secolo, fu concessa all’arciconfraternita dei Lombardi, la cui chiesa, dedicata a Sant’Anna, era inagibile. Da qui l’usanza popolare di chiamarla Sant’Anna ai Lombardi. La facciata è caratterizzata dal rivestimento in piperno di due cappelle rinascimentali che serrano un arco catalano (ricostruite dopo i bombardamenti del 1943), giustapposte...

  • Fontana di Donato Antonio Cafaro (1668-70) con sculture di Bartolomeo Mori e Pietro Sanbarberio, e statua in bronzo di Carlo II di Spagna fanciullo, su disegno di Cosimo Fanzago (1673).

  • Il Palazzo Orsini di Gravina, degli inizi del XVI secolo, è un elegante esempio di architettura rinascimentale di derivazione toscana e romana. Dal 1936 è la sede centrale della Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli Federico II.

  • La piazza è tra le principali della città. Vi si prospetta la Chiesa del Gesù Nuovo e, a destra, una bella veduta della facciata e del fianco occidentale del Complesso di Santa Chiara. Nel centro s’innesta la guglia dell’Immacolata, uno dei maggiori esempi della scultura napoletana del ‘700, voluta dai Gesuiti. La struttura in marmo presenta quattro iscrizioni latine ed è circondata da una cancellata sulla quale originariamente c’erano...

  • La strada di Capodimonte, dopo la costruzione del Ponte della Sanità (1809) terminava ai piedi della collina con uno slargo ovale, costituito da un giardino ellittico. Tra il 1824- 1826 il Niccolini, architetto, paesaggista e scenografo napoletano, fu incaricato di iniziare a progettare un collegamento tra la Reggia e lo slargo, per ordine del re Francesco I di Borbone, Niccolini doveva fornire un progetto per rendere delizioso il sito. La collinetta si trovava in una posizione...

  • Un percorso insolito nella Napoli dei vicoli, delle scale, dell'arte e del verde, natura e cultura, folklore e tradizione. Con partenza da via Foria presso l'ex Caserma Garibaldi si procede verso via Giuseppe Piazzi per arrampicarsi su una delle 200 scale napoletane: salita Montagnola. Da qui è possibile riscoprire la “Napoli Gentile”. Risalendo ancora la collina si arriva alle scale del Moiariello che conservano anch'esse un carattere agreste e di borgo...

  • Strada nata nella seconda metà del settecento per rappresentare l’ingresso d’onore in città da nord, dalla spianata di Capodichino. La strada lunga un chilometro collega l’Albergo dei Poveri al Museo Archeologico. 

  • Sorge su un fossato di fronte alle mura aragonesi, dedicata a San Carlo Borromeo. Il toponimo della chiesa deriva da “arena”, dai detriti che durante le piogge scendevano a valle delle colline circostanti (lava dei Vergini) . Nel 1621 i cistercensi decisero di ricostruire la preesistente chiesa mai terminata, creando un convento più ampio. Il progetto fu affidato a Frà Nuvolo che le diede una forma ellittica con 6 cappelle. E’ uno dei pochi esempi a Napoli di...

  • Sorta poco prima dell'Unità d'Italia, la caserma ha ospitato le forze armate per più di cento anni, prima di essere utilizzata dall'amministrazione della giustizia, che è attualmente ospitata nella sede.

    Sosta esterna

  • I gradini prendono il nome dal fondatore dell’Osservatorio Astronomico. Collegano il Moiariello a via Foria.  

  • Uno dei maggiori orti botanici italiani per consistenza delle collezioni e per estensione. Fu fondato come istituto autonomo “Real giardino delle piante” con decreto di Giuseppe Bonaparte nel 1807. L’impianto di un orto botanico statale a Napoli fu previsto per la prima volta dalla riforma vicereale del Conte di Lemos (1615) ma non fu mai realizzato. Tra fine ‘500 e gli inizi dell’800, vi fu una fioritura di piccoli orti botanici cittadini. In prossimità...

  • La chiesa fu fondata nel 1581 dai frati francescani osservanti e deve il suo nome al fatto che la strada che vi giungeva era affiancata da croci che ricordavano le stazioni della Via Crucis. Il progetto della scenografica facciata, insieme ad una generale ridefinizione della decorazione interna, si deve agli interventi di Cosimo Fanzago (1638). L’interno è caratterizzato dalla bicromia della decorazione in marmo bianco e bardiglio, interrotta però dalla policromia delle...

  • Fondata nel primo ‘600, fu ristrutturata, nel 1662-75 da Francesco Antonio Picchiatti, che eresse l’attiguo monastero. La facciata è di Camillo Lionti (1790). L’interno, a croce latina, è ricco di marmi e dipinti di artisti di un certo rilievo come Francesco Solimena e Luca Giordano. Nell’ex educandato vi sono due grandi chiostri seicenteschi su pilastri.

  • Le scale conservano un carattere agreste e di borgo isolato da cui, indubbiamente, deriva il toponimo riconducibile al termine moggio, unità di misura agraria.

  • Da via Ottavio Morisani, la cosiddetta “Posillipo dei poveri” si può osservare la bellezza paesaggistica del Golfo di Napoli: il Vesuvio, la penisola Sorrentina, Capri, San Martino. Vale la pena fare una piccola deviazione rispetto all’itinerario per percorrerla ed ammirarla in tutta la sua stupefacente bellezza, per poi tornare indietro ed imboccare le scale del Moiariello.

  • Eretto per volontà dell’illustre medico napoletano, precursore della Croce Rossa, Ferdinando Palasciano. Il palazzo è caratterizzato da uno stile eclettico che fonde elementi neogotici e rinascimentali. Secondo una leggenda, il fantasma di Palasciano sarebbe stato visto affacciarsi dalla torre per ammirare il meraviglioso panorama napoletano. La torre, restaurata, oggi ospita un Bed and Breakfast. 

  • Il Museo dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte raccoglie nei suoi diversi spazi espositivi i principali strumenti della collezione storica e una larga parte degli strumenti secondari e degli accessori. Ogni singolo pezzo di ottone e legno cesellato, ogni oculare, ogni scala graduata racconta fondamentali elementi della storia che l’Osservatorio di Napoli ha attraversato e ha contribuito a scrivere. Gli strumenti della collezione, beni culturali di valore...

  • Orari: dal 1 aprile al 30 settembre, tutti i giorni ore 7. 30-19.30 | dal 1 ottobre al 31 marzo: tutti i giorni ore 7.30-17.00 La porta fu realizzata verso il secondo decennio dell'Ottocento e rappresenta il principale accesso al parco di Capodimonte. Il suo ampio cancello d'ingresso con due garitte laterali, originariamente destinate alle guardie del re, introduce nell'ampio e panoramico promontorio intorno al Palazzo reale, attuale Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte....

  • Il Museo di Capodimonte fu progettato dall’architetto Medrano su incarico di Carlo di Borbone per collocarvi dal 1759 le straordinarie collezioni di dipinti, sculture e oggetti d’arte di casa Farnese. La reggia ebbe la doppia funzione di residenza regale e di sede espositiva. Vi dimorarono i Borbone, i Savoia e i Duchi di Aosta. Nel 1957, il Museo venne aperto al pubblico. Nell’attuale sistemazione, al “piano nobile”, oltre l’Appartamento storico, con...


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